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Il Crowdfunding è la SOLUZIONE: ma solo se non cerchi “scorciatoie”!

da | 7 Mar 2021 | 0 commenti

Iniziare sulla scia dell’entusiasmo… e poi mollare: un “film” visto troppe volte.

Si, il Crowdfunding è un sistema tanto semplice quanto efficace: rendi solido il tuo progetto, trovi delle persone interessate, hai la possibilità di farle “partecipare” alla realizzazione della tua iniziativa… e alla sua diffusione sfruttando al massimo gli strumenti che il mondo digital ci mette a disposizione.

Lasciamo stare le statistiche che ci dicono che 9 iniziative su 10 falliscono entro i primi 3/5 anni. E’ marketing anche questo. Report accademici e dati scientifici (Politecnico di Milano, Bureau Of Labor Statistics, Product Development and Management Association, e molti altri) dicono invece che, in media 2 su 3… o 1 su 2 riesce a sopravvivere.

Certo, non c’è la certezza assoluta, ma altrimenti non lo chiamerebbero “rischio d’impresa”!

Quindi, si può fare impresa… anche in tempi di crisi!

E allora… visto che con il CROWDFUNDING non bisogna nemmeno indebitarsi per fare impresa… perché questa difficoltà nel “digerire” questo strumento come SOLUZIONE OTTIMALE?

Ecco le risposte derivanti dalla mia esperienza sul campo:

 

1. MANCANZA DI CONVINZIONE

Si parte a 1000 (tutti ci entusiasmiamo per qualcosa che ci piace), ma poi… moltissimi rinunciano alla prima difficoltà.

Ad esempio, rinunciamo al nostro sogno di fronte al (prevedibile) NO della BANCA.

Qui voglio fare il cattivo…

Per le persone poco determinate, è meglio ricevere un NO!

Se la banca dice SI, lo dice alle GARANZIE, non al tuo progetto (perché magari nel frattempo hai un PART-TIME con entrata certa, una CASA di proprietà, qualche firma di familiari che garantiscono con stipendi o pensioni, ecc).

Quindi, SI della banca… SENZA FONDAMENTA SOLIDE DEL TUO PROGETTO… significa solo due cose:
- INCERTEZZA sul futuro della tua iniziativa
- CERTEZZA sui DEBITI che dovrai pagare, ogni mese, per i prossimi 10, 20 o 30 anni!

Quindi, prima domanda: cosa ti porta ad essere CERTO della tua iniziativa? Una buona pianificazione strategica, un BP strutturato, un team valido… oppure solo “entusiasmo passeggero”?

 

2. IL CROWDFUNDING COME “PIANO B”

Molte mie call, all’inizio, cominciavano con:
“…ho bisogno di questo, questo e questo…ecco il TOTALE” Come si fa con il crowdfunding?

Praticamente… una “lista della spesa”!

Ti ci ritrovi? (spero di no!)

[ Se invece avevi in mente di contattarmi con una lista simile… prima guardati questi video gratuiti e comprendi TU PER PRIMO se ti stai illudendo o se invece sei pronto a sperimentarti con il Crowdfunding...]

Torniamo a noi…

La mia risposta (prima di “preselezionare” le iniziative con i video che ti ho linkato sopra) era:
“…La banca cosa ne pensa?”

Risposta:
“La banca non mi concede finanziamenti… Per questo ho pensato al crowdfunding”

Dunque il Crowdfunding come “PIANO B”!

Non è un discorso legato al fatto che uno sia meglio dell’altro, non entriamo in queste logiche, è come confrontare mele con arance.

Sta di fatto che il crowdfunding è propedeutico ad un eventuale richiesta di finanziamento, non successivo alla risposta negativa della stessa!

Percorso tradizionale:
BANCA >> NO >> “proviamo col crowdfunding”

Percorso “suggerito”:
CROWDFUNDING (serio) >> BANCA >> SI

Che significa?

Significa che per realizzare una campagna vincente di Crowdfunding bisogna “rivoltare” la tua iniziativa come un calzino:
• trovare i pregi ma anche i difetti…
• anticipare le possibili criticità…
• trovare soluzioni prima che si verifichino i problemi…
• strutturare un piano di Azione...
• Creare un team...
• Individuare potenziali clienti/finanziatori...

… insomma, creare un PROGETTO SERIO, che garantisca (qui si possiamo parlare di CERTEZZA) il successo della campagna (ed eventuale overfunding)

Poi, se vuoi ulteriori fondi… e vuoi proprio andare in banca (ma avrei taaaante alternative da suggerirti) …a quel punto ti presenti con un PROGETTO TESTATO DAL MERCATO.
Un PROGETTO con tante caratteristiche importanti per te e, a questo punto, anche per la Banca:
- Iniziativa già avviata
- Finanziamento già ottenuto (a “fondo perduto”)
- Clienti in portafoglio
- Prodotto/servizio già realizzato…

Beh, mi sembra decisamente diverso dal primo scenario… che dici?

Alla prossima!

 

Filippo

 

PS. puoi approfondire il mondo del Crowdfunding sul mio sito… e ricevere le mie pillole audio sul crowdfunding direttamente sul canale Telegram

 

 

Filippo Cossetti

Filippo Cossetti

Imprenditore e Docente Accademico in ambito Finance & Fundraising, PhD in Finanza e CEO di una delle prime piattaforme autorizzate di Equity Crowdfunding in Italia.

Da più di 15 anni lavoro nel mondo della finanza d’impresa, principalmente in tre ambiti legati alla Finanza Alternativa:

Crowdfunding, Angel Investors, Mercati Valutari.

 

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